Shopping: investimenti “sicuri” di cui non ti pentirai

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Basta con gli incauti acquisti dettati dai prezzi stracciati o dalla moda dell’ultimo minuto. Una volta ogni tanto vale la pena risparmiare e investire poi i risparmi in capi davvero validi e soprattutto duraturi. Ecco quali sono gli acquisti di cui probabilmente non ci pentirem(m)o mai.

1. Blazer
Un bel blazer ben fatto, ben cucito, che ci calza a pennello. Caschi il mondo, resterà sempre una giacca elegante da usare in ufficio, all’università o come soprabito a una festa. Vale la pena puntare sul classico: pensate a quante giacche hanno dovuto buttare le nostre zie, impazzite per le spallone negli anni ’80!

2. Ballerine
Distruggono la schiena, fanno venire male ai talloni, falsano la postura e non slanciano granché. Ma non c’è miglior investimento di un buon paio di ballerine di vera pelle. Il sollievo di indossarne un paio dopo una giornata in tacchi non ha prezzo. E checché se ne dica, non esiste epoca in cui non si sia ricorso a un bel paio di “paperine” rasoterra. Il peggio che può succedere è che si scolli la suola (capita anche alle migliori, come le Ferragamo – scrivo personale), ma varrà la pena di portarle ad aggiustare.

3. Occhialoni da sole
Dopo cinquant’anni (anche di più) di predominio indiscusso della montatura oversize, possiamo dire che gli occhialoni sono un investimento sicuro. Certo, all’inizio degli anni 2000 ci siamo lasciati attrarre dagli orribili mega-Dior (magari anche con montatura bianca). Ma qualunque taglia un po’ più contenuta sarebbe stata ok per anni.

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4. All star Converse
Fino a tre-quattro anni fa erano addirittura irrinunciabili. Adesso la loro fama è un po’ offuscata dalle sneakers con zeppa. Ma siamo sicuri che, come fiumi carsici, continueranno a esistere e risorgeranno a tempo debito.

5. Trench
Difficile dimenticarlo per una stagione nell’armadio: un bel trech è quello che si abbina meglio a qualunque outfit o stagione. Il grande classico, cioè quello Burberry (o Aquascutum) richiede davvero un bel sacrificio economico, ma potrebbe valerne la pena. In alternativa, cercate una via di mezzo a un prezzo contenuto. Magari approfittando dei saldi. Ma non cedete agli scarti H&M, le cuciture tradiscono nel giro di poche settimane.

6. Una it-bag
Non fingiamo che una borsa Liu Jo, Pinko o Guardiani possa sostituire una vera borsa iconica. Quelle che davvero danno soddisfazione sono borse di ben altra fascia (di lusso, di prezzo).
Ma non c’è bisogno di spendere un patrimonio. Spesso le it bag sono prodotte anche nella versione “outlet”. Un esempio? La Hamilton bag di Michael Kors è venduta negli outlet a 220 euro circa contro i 350 di quella di “lusso”. La resa è identica, la pelle è la stessa. E anzi, la versione low cost ha una targhetta stile Marc Jacobs al posto del lucchetto (basta con i lucchetti! Ralph Lauren, Chloé, Hermes… sembrerebbe un’imitazione!).

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foto in copertina di Ktoine (Flickr)

prossimamente la seconda parte…

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